Dico la mia

E vi frego!!

Perchè parlo di F1. Siccome so bene che al 98% dei pochissimi che ancora resistono a leggere le mie cazzate, di cotanto argomento frega meno di un cazzo … Vabbè, fatevene una ragione.

Il Mondiale è finito ieri e quindi per un bel pezzo non se parlerà più, o almeno io, ok? La F1 rimane il mio sport (sport???) preferito da divano, mi rilassa, mi interessa, mi appassiona, ancora, sì, ancora, nonostante tutta la merda che c’è attorno, nonostante le regole, le gomme, le PU elettriche e quant’altro.

Ha vinto – se qualcuno sentisse il bisogno forte di avere tale informazione – Nico Rosberg, figlio di Kejo, detto Keke, un figo della madonna, come dicevo qui . Dal babbo, campione anche lui, ha preso una certa fisionomia, un certo talento e … basta. Nel senso che quanto Keke era fuori come un balcone, tanto Nico sembra sereno, tranquillo, dedito alla professione. E però, CAZZO, attenzione a dire o scrivere come han fatto in tantissimi che Nico valeva un cazzo rispetto ad Hamilton.

Attenzione perchè Rosberg, signori miei sul giro secco è velocissimo, spesso pari ad Hamilton, a volte anche più veloce. Perchè a livello di gestione della gara e di un campionato, quest’anno si è rivelato moooolto più brillante del compagno. Perchè se è vero che guida la macchina di gran lunga migliore, è anche vero che ha battuto Hamilton, più di una volta (se un pilota parte dalla pole e sbaglia la partenza e alla fine arriva dietro, è-stato-battuto, chiaro? Partire fa parte della corsa, esattamente come le sportellate in sorpasso). Perchè se è vero che alle volte le ha prese dal regazzino Verstappen, è vero che anche Hamilton dal regazzino Verstappen le ha prese (Suzuka).

Quindi Rosberg ha vinto con tutti gli onori e tutti i meriti.

Dopodichè… Bè, la F1 sta diventando una merda insopportabile. Quindi mi pregio di elargire a Bernie e al nuovo baffone padrone della F1, che essendo ammmerigano non ne capisce’n cazzo, i miei preziosissimi consigli:

  1. Gomme. Facile, una mescola per l’asciutto, due per il bagnato Intermedie e Monsoooon (c’erano soquanti anni fa, mi piace troppo il nome, mi fa pensare a tsunami d’acqua sulla pista). C’è chi si trova male con le gomme unamescola sull’asciutto? Cazzi suoi, la gara dopo magari si trova bene.
  2. Si parte da fermi. Da fermi! Sem-pre!!! Piove fortissimo e si vede un cazzo ed è pericolosissimo? Vorrà dire che si aspetta che spiova un po’. La partenze in safety car non si possono vedere. Lauda docet: Se piove troppo puoi sempre evitare di correre.
  3. Warm up la mattina prima della gara e possibilità di modificare le macchine. Checcazzo! Possibile che se il sabato diluvia ed il giorno dopo c’è un caldo becco (o viceversa) non si possano risettare macchine che han più ali di un 747!?! Ma daiii!
  4. Sessioni di test durante l’anno. Eh, ma i piccoli team, poveretti… SI FOTTANO!!! Se non hanno soldi per stare in Formula 1 che vadano in F3.
  5. Basta con le puttanate delle sanzioni per i piloti. Per carità, se uno frena di botto in rettilineo spostandosi da una parte, ok, sanzione. Ma se ci si supera ci si supera. Non puoi dover stare attento anche a non sfiorare l’altra macchina a 260 all’ora mentre lo superi, se no ti danno 10 secondi … e vaffanculo!!!
  6. Via il DRS. Che si superino in staccata, cazzo. E’ inguardabile vedere due F1 che si superano come si fa in autostrada, freccia fuori, io vado 40Km/h più di te, fammi spazio grazie.
  7. Lasciateli correre. lasciategli fare il loro cazzo di mestiere. Non è una regola, è una speranza. Dai muretti dei box … basta! Basta dirgli che devono fare un determinato tempo in un determinato settore, che devono scaldar le gomme, far passare sailcazzo chi, basta! Leave me alone, I know what I’m doing!
  8. Eliminiamo certe piste dimmerda. Voglio dire, se ci pensi le uniche gare decenti son quelle corse su tracciati vecchi, pericolosi, obsoleti. Ottimo! Recuperiamoli tutti. E corriamo solo lì. Silverstone, Spa, Imola, Monaco, Suzuka… Ce ne sarebbero altri (Paul Ricard, Zandvoort, io li farei correre anche a Le Mans ). Rettilinei infiniti e frenate violentissime. Voilà.
  9. A me (ma è gusto personale) mancano le pubblicità delle sigarette…. Cioè la Mclaren ERA Marlboro, la Williams Camel e Rothmans, quanto eran belle le macchine? Mi piace l’idea della Renault GIALLA, come prima che io venissi al mondo, recuperiamole quelle cose, cazzo!! La Mini e la 500 non insegnano niente?
  10. I numeri. I numeridigaraporcatroia. Basta con ‘ste cagate del 44 a Hamilton campione del mondo, il 14 di Alonso, il … boh non lo so non si capisce un cazzo. Il campione del mondo si becca l’1. Punto, stop. Il compagno il 2. E basta!! E via così. Qualcuno sa i numeri di gara delle due Ferrari oggi? Pochi, vero? E vent’anni fa? Tutti!! 27 e 28. Eccheccazzo.

Ecco, per il bonifico, Bernie, ti faccio sapere le coordinate asap. Ok?

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Pacché?

Mi ringrazierai, bambina, mi ringrazierai.

Pacché?

Perchè a sedici anni ti renderai conto di quante volte, quante volte, ti ho salvato la vita

Pacchè?

Perchè ti amo e di conseguenza reprimo – quasi quotidianamente – l’istinto di strangolarti e andare a costituirmi per passare poi finalmente una ventina di anni sereni nelle patrie galere.

Pacchè in piggggggione?

Perchè per una qualche legge insensata, amore mio, l’infanticidio è considerato reato grave e punibile con l’ergastolo. Che, detto per inciso, alle volte più che spaventoso sembra allettante.

Vabè. Come facilmente intuibile Agata è nella fase del “Perchè”. Niente di strano, ci son passati tutti i bambini e di conseguenza i genitori. E’ straziante, ma amen. Agata, essendo anche figlia mia, ha dalla sua una capacità di sminuzzarti i coglioni in pezzettini finissimi, robe che neanche Cracco e Cannavacciuolo in serata sì, ci riuscirebbero. Il tutto mantenendo l’espressione serafica di una che è convinta che:

  1. Tu sia una deficiente
  2. Tu sia obbligata da un potere divino a risponderle, subito! E in modo soddisfacente. Dove soddisfacente lo decide lei.
  3. In ogni caso prenderti per il culo vada sempre bene.

Che gioia la maternità!! Eh, Ministra Lorenzin? Ma chi CAZZO lo ha detto che si debba diventare mamme per forza? L’impostazione italica del Fertility day (che poi se è Italica, #ç@cane, chiamianìmolo “Giorno della Fertilità”, visto che poi se vai a vedere l’inglese la Lorenzin e tantisssssssimi altri san dire solo Dénghiu) fa schifo. Fa schifo per tutta una serie di motivi, espressi benone da tanta gente più sveglia di me. Che in ogni caso, anche se l’impostazione fosse stata quella di informare, penso “a che cazzo serve? Quando vai in menopausa non sei più fertile. Stop. Fine dell’informazione”. Vabè.

Io sinceramente ero MEGLIO – come persona – prima di partorire. Agata (non rompetemi i coglioni, la amo molto più di me stessa, non è questo il punto) ha soddisfatto un mio bisogno egoistico e continuerà a soddisfarlo, per quanto io cerchi di limitare il mio vederla come una mia emanazione nel mondo. E’ l’amore della vita, un figlio. Ma anche al di là del fatto che concretamente la vita peggiora – e non di poco – io non mi sento meglio di amiche che figli non ne hanno e non ne avranno. Non mi sento meglio di chi ha scelto di non avere figli. non mi PERMETTO NEMMENO LONTANAMENTE di dire “non sai cosa ti perdi”. O meglio, sì, non sai cosa ti perdi. Perchè non ci sei passata. Ma io invece lo so cosa mi sono persa. In molti sensi me stessa. E non è poco, signori miei del cazzo.

E sono terrorizzata per Agata, per la sua vita, per come si muoverà, per cosa potrà fare, per chi la circonderà, per tutto. Ergo non mi si venga a dire che è “giusto” “indispensabile” o “Bello” aver figli. Cazzate. Enormi cazzate. Forse, è “naturale” averne. Ovvero, secondo natura. Ma in nessun modo può esserci un imperativo morale, sociale, etico a spingere una donna ad avere figli. Sono cazzi privati. E, ripeto, io no mi sento in NULLA una persona migliore, rispetto a prima. Anzi, per molti versi sono più cupa, più preoccupata, più ansiosa, meno stimolata e stimolante. E’ così, me ne rendo conto.

Vabbè, fine del pippone su quella roba lì.

In breve:

Mazinga sta male. E’ stato mooolto male, ora sta meglio, ma ormai ahimè, siamo verso il crepuscolo degli dei, temo. Invecchiando è diventato più buono, ma – attenzione! – non meno rompiballe. Ah, il tono distaccato che uso è fasullo, sapevatelo. A casa piango quasi tutti i giorni quando lo vedo così … vecchio.

Agata sta benone. Forse me lo dico io, per farmi coraggio e mandar via i sensi di colpa, ma davvero, sembra che il mio piccolo caterpillar biondo stia bene ed abbia assimilato bene la rottura. Sta bene con me e sta bene col papà. Noi insieme siamo ancora un po’… rigidi diciamo, ma con lei riusciamo ad esser quasi amici.

Io sto bene. Davvero. Cioè, si è spento qualcosa e non so quando e se si riaccenderà. Ma adesso sto bene. Probabilmente se non avessi Sky mi sarei già suicidata, ma ce l’ho! Haha!

A breve ricetine. Olè!

 

 

Furia (no il cavallo, ziocan!)

Stai lì, ferma o quasi, ti muovi poco, mangi poco, respiri poco chissà mai che disturbi, chè da quando c’hai tre anni ti dicono che non-de-vi-dis-tur-ba-re MAI!, tiri avanti.

Tiri avanti a fatica, senza neanche farci troppo caso. Hai una bambina. Ti dici che tiri avanti per quello, come due anni fa ti dicevi che tirav(ate) avanti per lei. Cazzate. Tutte cazzate.

Tiri avanti perchè non hai il fegato nè di mollare, nè di smuoverti. Stai lì, sperando che arrivi uno a risolverti le cose, a migliorarti la vita, a dirti cosa fare.

Invece arriva solo gente che la vita è bravissima a peggiorartela, illuderti che … Uff dai!! Vuoi vedere che non è tutta merda!? No, è peggio. E’ merda e molla anche.

E sai cosa c’è? C’è che allora io … ioooo… Io mi rintano da qualche parte e mi chiudo. Come un riccio. Chè se mi ferisci una volta, ok, perdono e torno, due? Ma sì dai. Torno… MA ad un certo punto, per quanto io possa essere e sembrare una patetica mammotta del cazzo, tutta presa dall’asilo e dai discorsi (idioti, diciamocelo) di mia figlia una dignità, nascosta, sepolta, distante, ce l’ho.

E quindi vaffanculo.

Nei Secoli dei Secoli.

E le mammine dell’asilo che ti guardano storte perchè sei se-pa-ra-ta, o forse ti guardano storte perchè loro sono brutte e io invece no, o perchè sono capace di infilare due congiuntivi ed un condizionale nella stessa frase, comunque ti guardano storte. Ma che vadano affanculo. Fanculo alle mammine, fanculo a me stessa.

Che do peso a questa gente di merda.

E sono così arrrrrrrrrrabbiata, funerea, mesta, rancorosa, intollerante e meschina che mi faccio vomitare da sola.

Ma. Comunque. Sono ancora viva. Ok, malconcia. Un tantino sedata anche. Apatica? Sì, ce l’ho. Faccio del male a gente che mi vuole bene e do importanza a degli ENORMI pezzi di merda? Sì. Ma sono ancora viva.

E se sono ancora viva posso ancora riprendere a camminare, posso chiedere scusa, posso mandare affanculo chi dico io, posso provare a rimediare, posso continuare ad amare mia figlia e magari provare ad amare qualcuno di adulto. Posso sì.

Oggi però sto ancora un po’ qua. Magari domani. Sì, sì. Domani dai.

Futilità

Col cazzo. Nel senso che saranno anche cose futili, ma servono a vivere.

Ok, aspetta, me spiego che no se capisse un cazzo. Allora, io per “futilità” ho sempre inteso tutte quelle cose che si considerano ludiche o pseudo tali. Sport, disegno, canto (no io eh!!), musica, f1, viaggi, insomma, tutto ciò che – mi hanno insegnato – è “poco serio”, non indispensabile, futile appunto.

Col cazzo.

Sai cosa c’è? Che mi sono rotta i coglioni di dover pensare che se diventi vecchia (grande, adulta, quello che ti pare) devi anche diventare seria. Che adulta/mamma=Seria/schiantacazzo. Eppure io l’ho sempre pensata così, in fondo, nei recessi più reconditi della mia incommensurabile testina di cazzo, ho sempre avuto questa vocina che mi diceva “daaaaiiii, ormai sei grande, sei mamma, SEI-UNA-MAMMA, sii seria. Basta cazzate.” E infatti – mica solo per quello e mica solo per colpa mia, sia chiaro – sono andata in merda. In merda completa.

Se non ti diverti MAI, se non riesci a prendere più le cose con un po’ di leggerezza, di scioccaggine anche, muori. E io son morta dentro. Poi mi son risvegliata, un po’, ma ce ne vorrà a pacchi prima di ri-essere lieve e – vabbè felice no – serena almeno.

Bene. Tutto sto pistolotto in realtà serve solo ad introdurre la prossima cazzata di cui mi occuperò, ovvero la formula 1.

Posso dire? Signori esimi dirigenti della f1, AVETE ROTTO IL CAZZO!!!! Cioè, D….e! Una signorina madre singòl che già di suo di secondo nome ormai fa mainaggioia, si piglia sky apposta per godersi sabati e domeniche di Gp (vabbè, circa, considerando il mostro, ma almeno ci provo) e mi si propone sta roba?

Non entro nel merito di tutti i gp, del rumore che non c’è più, dei sorpassi finti, delle macchinette telecomandate e di tutto l’altro mucchio dimmerda che ci siam sorbiti negli ultimi sei sette anni.

Ma cazzo, niente sorpassi intensi, se no poi ti penalizzano.
Niente strapazzar la macchina, se no poi si rompe e … ti penalizzano
Attento alle gomme, se no ti scoppiano, devi fare un giro su tre ruote e rischi che … ti penalizzino

Niente, non posson fare niente se non andare in trenino e sfracellare le ovaie a me. Io Il signorino marroncino non è che lo ami, ma cazzo in Spagna, quando ha fatto la supercagatona mi ha esaltato!!! Così si fa ragazzi!!! Sorpasso idiota e chiusura da lobotomia. Bum! Tutti e due nella sabbia. Aaaaahhhh!!! Che figata. Verstappen? Ahhh, che meraviglia, che regazzino fantastico, così a modo… A me piace quando si stampa sui muri, che quello vuol dire che hai voglia di arrivare! Porca puttana. Non quando sembra un robot.

A Monaco li han fatti partire dietro alla Safety car!!!!!! Ma scherziamo!?!?! Allora fate a meno. Il Mondiale se lo giocano a morra cinese e finita lì. Così la sicureeeezzaaaaaa è salva.

Eh, ma è morto Bianchi, l’anno scorso. Sì, ok. E’ morto a causa di anche di leggerezze organizzative. Ma – cazzo!!!! – se a qualcuno fosse sfuggito f1, Motogp e compagnia – ovvero TUTTI gli sport motoristici in cui si va a velocità elevatissime a bordo di un qualche mezzo di locomozione – sono pe-ri-co-lo-si. Mortalmente pericolosi. Cioè rischiano la pelle.

Eh già! Ma pensa… D’altra parte tutti i piloti, centauri ecc. potrebbero benissimo fare un altro mestiere che non sia intrinsecamente pericoloso – i brand manager per i pannoloni da adulti, ad esempio – così non rischierebbero. Però fanno quel mestiere lì. E lo fanno sì, perchè a loro piace da matti, ma anche per far divertire noi coglioni che li guardiamo in tv o sulle tribune.

Fateglielo fare. Bene, per favore. Che così com’è ora è davvero unammerda.

 

 

 

I’ll be back

No, scherzo. Cioè, quello del titolo lo dice Terminator, che siccome ho visto recentemente Terminator Genisys, m’è tornato in mente. Bello eh?

Terminator dico. Cioè, una cagatona, ma divertente, poi Schwarzi è sempre Schwarzi. Anche da nonno terminator. Ho visto anche Mad Max Fury Road.

Ovviamente in serata tarda, che qua prima delle 10 e mezza si vedono solo cartoni – cheduemaroniiiiiiiiii! – o si giuoca a tante cose belle ed interessanti ed educative che hanno come risultato finale quello di immerdare completamente la casa.

Mad Max è una bomba, per la cronaca.

Altre cronache, altro giro altro regalo. Ho cambiato casa, cioè, in realtà abbiamo cambiato casa. Un microesercito di disperati composto da Moi, chiattona bionda sfatta con le occhiaie che si confondono con le tette da tanto che son fonde, Sua Maestà Agata, sempre più bella, sempre più grande, sempre più stracciacazzo, Mazinga, ormai gatto maturo, quindi rompicoglioni all’ennesima potenza. Riesce a far casino anche stando fermo, oramai.

No te digo el trasloco.

Vabbè, ora è tutto finito, anche le mie energie, in compenso son più serena e tranquilla, il menage sembra funzionare, di scopare non se ne parla, ma adesso va anche bene così. Mi son passate le furie devastanti che avevo tempo fa, sono meno depressa (quasi quasi non sono più depressa) ho capito che sopravviviamo tutti, io inclusa.

Quella che più mi preoccupava, in realtà se la cava benone. Prende tutto con una calma ed un aplomb incredibili, salvo erompere talvolta in ire devastanti. Sembra figlia di Mazinga, a dir la verità più che nostra.

Beh, tra un po’ è estate vera e io, sinceramente, ne avevo proprio bisogno.

Com’è il tuo “new normal”?

Piango spesso.

Dormo poco ma meglio di prima.

Mangio praticamente niente, a parte sporadiche sere in cui Godzilla si impossessa di me e mangio chili e chili di cagate. Poi sto male.

Bagnetto alla sera, a volte insieme (molto sconsigliato, che alle volte la piccina mi molla certi stronzi che sembrano degli U-boot, li vedi nelle profondità della vasca che risalgono lentamente, minacciosi come Ottobre Rosso) a volte lei in vasca e io fuori che bestemmio, perché sembra che inondare il cesso di acqua sia estremamente divertente. Far bestemmiare la mamma ancora di più.

Sento i miei sporadicamente. Non è facile, non lo è stato e non lo sarà.

Litigo con mia sorella. Spesso. E’ buona, la adoro e lo sa e lei adora me, ma non ha mai mai mai compreso fino in fondo come sono. E cosa voglio (quello nemmeno io, a dir la verità) ma soprattutto non ha capito che io ho bisogno di essere lasciata stare. Fammi capire che ci sei, ma non entrare. NON ENTRARE se non te lo chiedo.

Lavoro. Male credo, ma lavoro tanto. E’ un bene.

I giorni sono bene o male tutti uguali, quando ho Agata c’è lei che mi svia un po’ da me stessa, mi impegna, mi rompe le balle, mi fa ridere. Quando non ce l’ho – sì, riusciamo ad essere civili, amichevoli no, ma civili sì – è tutto un buco nero. Lo riempio un po’ col cinema, qualche volta con un paio di amiche, cene e aperitivi, i miei.

Sinceramente mi sembra di essere in una bolla, ovattata faccio passare il tempo, nei fine settimana in cui non ho Agata vado via, son stata Ginevra. Da sola!?! Sì, da sola. Ho preso il treno e ci sono tornata. A me piace, mi piace l’indolenza, il grigio, la falsa allegria di una città che non riesco a capire cosa sia di preciso e da sola ci son stata bene. A parte lo shopping. Non fare mai, mai MAI shopping a Ginevra. E’ deingerus.

Mi manca il sesso. Cioè mi manca fare l’amore. Non mi ricordo quasi neanche più com’è fare l’amore, sul serio dico, con uno che ti piace farci l’amore. Non il sesso in sè, quello mi manca ovviamente, ma meglio non farne proprio che … vabbè. Mi manca fare l’amore. Essere innamorata. Amare qualcuno che non sia mia figlia. Io credo di avere bisogno di amare, se no faccio cazzate o esplodo. Tipo una pentola a pressione. Senza valvola di sicurezza.

Chissà. These things take time.

Insomma tutto qua. Non sto mica bene, sai. Però mi guardo attorno e alla fine non sono neanche così nella merda.

Tutto bene (sono ancora viva, diciamo)

E’ più di un anno che non scrivo un rigo qui, ma non ho mai veramente pensato di chiudere definitivamente tutto perché… Mah, perché ci ero affezionata, forse, perché sapevo che sapere di avere un posto mio, una valvola di sfogo, la pos-si-bi-li-tà di scrivere mi piaceva e non ero disposta a rinunciarci.

Son successe delle cose. Nell’ultimo anno. Tante cose. Al di là delle cose banali (Sì, Agata è cresciuta, ha fatto due anni è sempre più bella e sempre più scassacoglioni, che se entro settimana non mi comincia l’asilo probabilmente la strangolo) io sono cresciuta -31! – ma non divento sempre più bella, sono sempre il solito cesso, solo più vecchia e con le fette fiappe, e tante altre cose.

Riesco a lavorare, prevalentemente da casa, continuo a lavorare da autonoma e mi piace anche quello che faccio. E mi pagano!!!! Poco, ovviamente, ma mi pagano.

Sono diventata una mamma single.

E’ successo, non so nemmeno io come, perché, percome. E’ successo. E’ successo che non si scopava più, che mi dava più spesso fastidio che gioia averlo intorno, che sono diventata una stronza insopportabile, che … Non lo so. Puttanate.

E’ successo che non ci amavamo più. Io almeno. Che un giorno mi son svegliata e mi è successa una cosa terribile, ho avuto un po’ di tempo per pensare e ho provato a vedere il futuro e non lo vedevo. E quel pochissimo che vedevo (rimanere così, lì, provare, restare) era così terrificante che non volevo vederlo. E allora abbiamo parlato, discusso, rotto roba, pianto, rovinato alcuni mesi della vita di Agata (spero non TUTTA la vita, altrimenti mi ammazzo) provato a capire – che non c’era NIENTE, NIENTE da capire, è tutto chiarissimo quando ti succede, sembra che ti venga addosso una macchina da quanto fa male ed è violenta la consapevolezza che non ce n’è più – provato a tenere duro. Ho fatto finta.

Ho fatto finta per un po’ e poi ho pensato ai prossimi vent’anni e allora ho cominciato a piangere in cucina, tutti i giorni, tutti i momenti che Agata mi lasciava in pace piangevo. Per me, per noi.

E’ brutto. E’ orrendo lasciarsi, è orrendo il balletto che segue, dividersi i giorni, organizzarsi, tutto. Ma poi piano piano migliora. Almeno per me migliora. Forse sono una persona malvagia, forse non avrei mai, mai dovuto avere figli, forse non sono nemmeno normale, me lo sono chiesta un sacco di volte e me lo chiedo ancora. Forse non merito amore perché non sono capace di darne, questa cosa mi terrorizza, ma io lì non ce la facevo più, mi stava sulle palle perfino la bambina. Sono una compagna schifosa e una mamma di merda, ma lo ero ancora di più, sa dio cosa succederà adesso.

E’ dura. Dura con le cose di tutti i giorni, coi conti, con la casa, con la piccola che vuole  suo padre, dura.

Ma è meglio che sentirsi morire, o peggio, guardando il futuro avere voglia di morire.

Ciao.

Shut up and drive

Spa Francorchamps, giro 2. Rosberg (Nico), partito male dalla pole tenta un sorpasso un po’ a cazzo alla fine del Kemmel ai danni del compagno di squadra L. (Lamento) Hamilton, quest’ultimo chiude la traiettoria, Rosberg nella curva successiva, essendo arrivato un pelo lungo, cerca di riaccodarsi, ma nel farlo tocca Hamilton sulla gomma posteriore sinistra. Risultato: Alettone in frantumi per Rosberg e gomma posteriore bucata per Hamilton. 

Seguo la F1 da quando ho 6 anni, quindi è un bel po’ di tempo, visto che tra quattro giorni ne faccio 30, contatti così ne ho visti (non scherzo un cazzo) MIGLIAIA. Chiaramente Rosberg non ha fatto apposta, mica è scemo, oltretutto è anche in testa al mondiale, quindi quello che ha più da perdere è proprio lui. Si fossero toccati tipo Senna-Prost nel 1989 capirei (chicane moooolto lenta, urto non pericoloso, di fianco) ma lì si veniva da una frenata assurda (roba che uno normale solo per la decelerazione, sviene) col rischio di sblindare alettone e sospensione davanti. No way, ha fatto un errore, tutto lì. Magari L(amento) Hamilton ha anche tardato un pelin ad accelerare, lui era lungo e troppo veloce, ha sbagliato, ci può stare.  

Hamilton è un campione, sicuramente. E’ velocissimo e lo dimostra tutte le volte che parte dietro e poi in 10 giri recupera, probabilmente a livello di velocità pura è più forte di Rosberg. Forse. Considerato che non è che abbia proprio sempre vinto a mani basse… Comunque se è più forte che lo dimostri e smetta di lamentarsi come un bambinetto viziato. 

Nico sta semplicemente cercando di vincere il Mondiale, lottando col coltello fra i denti come è GIUSTO E LOGICO che sia, se quest’anno nonostante la Mercedes il Mondiale è una figata (e lo è!!!! ) è proprio perchè i due se le suonano e talvolta fanno cagate. Così poi vince Ricciardo, ha ha!! 

Ma qualcuno dei vari soloni del cazzo che parlano, parlano, parlano, sparano cazzate e fanno i moralisti delle mie tette fiappe han MAI visto cosa era la Formula 1, fino agli anni 90? Prima degli Alonsi e degli Hamilton lagnosi? Che poi, Webber e Vettel se le sono suonate, Hamilton e Alonso ancora di più (Lamentosissimo Hamilton), Schumacher ha BUTTATO FUORI PISTA Damon Hill nel ’94 (Demone cui devo il titolo del post). 

E’ normale, it’s racing. 

Se non ci fossero i duelli, le botte, gli sbagli, sarebbe tutto una noia insopportabile, se non ci fossero i Rosberg che VOGLIONO vincere, i Senna ed i Prost che si buttano fuori, i PIquet ed i Mansell che si odiano e si sfiorano a 320 all’ora (quello era Senna Mansell, ma fa uguale) che si intimidiscono e sbattono e poi ripartono, le corse non sarebbero niente. 

Rosberg nel finale dava 3 secondi al giro a Ricciardo, ha fatto praticamente 8 giri da qualifica di fila. Non male per un brocco. Se Hamilton ed i suoi tifosi pensano che vincere i mondiali sia dovuto, che le battutine e l’agonismo vlgano da una parte sola, bè si sbagliano. 

Sei così forte? Dimostralo. E’ un gran bel mondiale, proprio perchè lottano, tengono duro, ci provano, in ogni modo. Tutti. 

Shut up and drive. 

Robin Williams

Mi dispiace. 

Ho sempre pensato che fosse un grandissimo attore, drammatico come comico, detestavo il suo doppiatore Italiano, nonsoperchè, ma lui mi piaceva davvero tantissimo. 

Quella che viene definita depressione è una malattia, seria, non c’entra un cazzo “come” vivi, non c’entrano i soldi, il mestiere che fai, le persone che hai al tuo fianco. 

Mi dispiace molto. 

 

No!

Uff… Son stata impegnata in una attività straziante, nelle due ultime settimane. Fatiche titaniche, lotte degne degli avvengerz, roba che l’Uomo Ragno a me mi fa un pippone a due mani, con ragnatele incluse.

Non vi dico dove stanno le ragnatele, è facile da immaginare.

Comunque, insomma questa straziante attività è consistita alla fin fine nel tentare (riuscendo!!!) di staccare Agata dalla tetta, insomma fine latte di mamma. Anche perchè ormai ce n’era pochino. L’ha presa bene, siamo ancora tutti vivi e nonostante alcuni momenti difficili, ora è tutto risolto. Ho usato un metodo Montessoriano, l’ho minacciata di morte.

Bè, sono successe anche delle altre cose. Ovviamente. Tipo che…

AGATA TALKS!!!

Ebbene sì. E’ da un po’ che borbotta le sue robe, si fa le sue storie, ecc.ecc. ma non si capiva un cazzo. In linea di massima nemmeno adesso, a parte alcune cose che sono invece chiarissime.

Tipo NO! Ad esempio. Giuro, è vero, è la prima cosa intelligibile e detta a proposito che sia uscita da quella boccuccia santa. NO! Da lì in poi ci ha preso gusto, ha imparato anche a dire sì (Cì), Mamma (Oumma), Tette (Tùte) ed altre cose, papà no, dice una roba strana tipo Tòtto, che vuol dire papà. Ma cari miei… Come NO! non c’è niente.

“Agata, dai, ANDIAMO A FARE LA DOCCIA!!!” – Sibila la mamma un po’ stanca alle dieci di sera – “NO!”
“Agata, vuoi che andiamo al parco, dai che ci vestiamooo!!!” – Dice la mamma piena di entusiasmo – “NO!”
“Agata, METTI SUBITO GIU’!!!!!” – “NO!”

Allora la mamma si è fatta furba… In pratica la uso per delle mie piccole soddisfazioni, tanto c’è stata una settimana in cui non ha detto altro, nessun’altra parola. Tipo: “Agata, andiamo a trovare i nonni, eh?” – NO!”. Fantastico! L’ha detto lei eh, mai più la contraddico… “Agata, ma quanto è bello il tuo papà!?!?” – “NO!” – “Non gli vuoi dare un bacino?” – “NO!”.

Mi diverto così, ci vuole poco… Detto ciò Madame Agata è del tutto incontenibile, corre, cammina, si arrampica, si tuffa in qualsiasi pozza d’acqua e sostanzialmente mi fa impazzire.

Tutto normale quindi…